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Sabato, 27 Maggio 2017
Il Grignolino

grignolino 
(testo Maurizio Gily, foto Mauro Guazzone)

"Anarchico" del Monferrato

Rosso chiaro, non rosato, prego. Non č soltanto una questione di colore, ma di tecnica enologica. Il Grignolino č un “rosso” a tutti gli effetti, vinificato con macerazione sulle bucce e discretamente provvisto di tannini. La selezione clonale ed una tecnica attenta, soprattutto nel vigneto, ci danno talvolta vini piů intesi rispetto al passato, ma il Grignolino mantiene il suo colore rubino chiaro, brillante, privo di sfumature violacee, che lo distingue dagli altri vini “autoctoni” piemontesi.
L’impressione olfattiva č, di solito, delicata al primo impatto, per rafforzarsi mentre il vino si muove nel bicchiere: emergono cosě le note caratteristiche, quali, ad esempio,  frutti di bosco rossi (lampone, rosa canina), erbe aromatiche (foglia di fragola, salvia), spezie e frutta secca (mandorla, pepe bianco e chiodo di garofano). Ogni Grignolino ha comunque un profilo caratteristico, legato al vigneto di origine, al quale si sovrappone l’effetto annata.
Al gusto, la grazia del colore e degli aromi cede il passo ad una struttura insospettabile. Delicato al primo impatto, si rivela sempre piů consistente man mano che scende in bocca, con note di pepe e spezie che rimangono sospese a lungo nel retronaso, un buon equilibrio tra dolcezza e aciditŕ e un finale lievemente astringente e ammandorlato.
“Anarchico” lo definiva Gino Veronelli, il quale, coerente con la sua insofferenza verso ogni conformismo, dava la medesima definizione di se stesso: e questo ci fa capire quanto il maestro recentemente scomparso amasse questo nostro vino.

La zona di coltivazione principale č il Monferrato settentrionale, a nord del Tanaro, con le due DOC, Grignolino d’Asti e Grignolino del Monferrato Casalese.

   
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